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- 27 MAR 2026
- 1 brano
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- Bolu Abant İzzet Baysal Üniversitesi · lun 6 apr · 20:30
- ENKA Oditoryumu Binası · dom 19 apr · 16
- Rudolf-Oetker-Halle · lun 20 apr · 20
- Alte Oper · mar 21 apr · 20
- TivoliVredenburg · gio 23 apr · 20
- Muziekgebouw aan 't IJ · ven 24 apr · 20:15
- Muziekgebouw aan 't IJ · ven 24 apr · 20:15
- Marmaris Amfi Tiyatro · mar 12 mag · 20:15
Informazioni su Fazıl Say
Così come accadeva per Glenn Gould, del quale a volte recupera l’abitudine di mormorare durante le esecuzioni, anche il pianista e compositore turco Fazıl Say imprime un idiosincratico marchio di autorevolezza su qualsiasi partitura. A proprio agio sul repertorio di Mozart (alle cui sonate ha dedicato un palpitante album nel 2016) quanto su quello di Beethoven (basti pensare all’originale approccio in fatto di tempi e dinamiche espresso nel disco del 2020), deve in parte il caratteristico senso di libertà stilistica a Mithat Fenmen, l’insegnante che lo ha incoraggiato a improvvisare ogni giorno fin da bambino. Studente di composizione con İlhan Baran (a sua volta allievo dell’autore francese Henri Dutilleux), è stato in seguito invitato da David Levine ad assecondare la tendenza a interpretare con soggettività ed eclettismo un vasto repertorio che comprende Bach e Chopin, Debussy e la musica d’avanguardia, la cameristica e il jazz. Non è quindi un caso che la sua musica riveli una molteplicità di influenze: se ad esempio l’ombra di Bartók e Stravinsky si intuisce tra le pieghe di Gezi Park (2013-2014), ciclo in tre parti che riflette sulla sollevazione andata in scena nel cuore di Istanbul nel 2013, l’evocativo lavoro Black Earth (1997) applica le tecniche per piano preparato di John Cage a un pezzo ispirato da una famosa canzone popolare turca.
- DA
- Ankara, Turkey
- DATA DI NASCITA
- 14 gennaio 1970
- GENERE
- Musica classica