

Il quarto album del trombettista jazz Ambrose Akinmusire raccoglie stili diversi in un mix che potrebbe sembrare frammentario ma che all’ascolto si rivela sorprendentemente fluido. Musica da camera, soul, art rap e jazz cooperano nel trasmettere messaggi politici su temi come divisioni sociali e razzismo, dando vita al progetto più ingegnoso della carriera del compositore. Se in ‘Free, White and 21’ si torna ad affrontare la scottante questione degli afroamericani uccisi dai poliziotti, gli archi dirompenti e il ritmo spezzato, su cui si stagliano le improvvisazioni di piano e batteria, creano un insieme astratto che trae forza proprio dall’apparente distacco. Altrove, come in ‘Americana’, regna un tiepido ottimismo, e Akinmusire traduce in musica le sue più alte speranze.