

L’ossimorico titolo scelto da Hania Rani e Dobrawa Czocher per il debutto congiunto su Deutsche Grammophon evidenzia l’ambizione della coppia di dare forma a un’opera in grado di esaltare l’imponenza della sfera intima. Il filo della speranza percorre un lavoro intriso dell’amore per il mondo della natura che si esprime attraverso tracce contrastanti, capaci di plasmare un paesaggio sonoro introspettivo tramite ritmi e melodie ipnotici, in cui piano e violoncello flirtano con l’elettronica. Strumenti acustici e sintetizzatori partecipano a un’eclettica e contemporanea coreografia di sfumature.