

everything is a lot. segna il ritorno di Wale al formato album dopo Folarin II del 2021, che prendeva il titolo dal suo soprannome. Pur condividendo parte dell’essenza gioiosa che anima il progetto dedicato a Wale Folarin, il suo alter ego, everything is a lot. mette in mostra un altro lato della personalità del rapper nato a Washington: più introspettivo, solo e nostalgico che mai. Nell’album Wale affronta le difficoltà relazionali, ammettendo prontamente di essere parte del problema (se non la causa principale). Nel brano d’apertura ’Conundrum’, fa notare che il suo cuore è più freddo di quello della maggior parte delle persone, prima di spiegare perché è così: “My ex, I was in love with her/Passionate sex but couldn’t cuddle her/Tell me, was it lust or did I love for her?/Her clothes off, I’m closed off, which one is worse? [La mia ex, ero innamorato di lei/Sesso appassionato ma non potevo coccolarla/Dimmi, era solo lussuria o amore?/Le toglievo i vestiti, io chiuso in me stesso, cosa è peggio?]”. In ’Power and Problems’, Wale canta su una batteria live e delicati accordi di tastiera. Implora a se stesso di rallentare, perché una vita vissuta sempre in corsia di sorpasso può diventare accidentata. Non sorprende che conservi le sue rime più feroci per ’Michael Fredo’, un brano imponente in cui prevalgono i fiati, che vede Wale riflettere sui molti modi in cui è stato tradito dal mondo del rap. Su un beat che suona come il Just Blaze della prima ora, Wale appare rinvigorito e vendicativo, notando che “this rich and famous shit ain’t sustainable [questa roba della fama e della ricchezza non è più sostenibile]”. In tutto everything is a lot., Wale chiarisce che il peso del mondo grava sulle sue spalle. Respinge le ex fidanzate gelose, affronta chi gli vuole male, e si prende cura della sua crew. Non sarebbe più facile se lo si lasciasse semplicemente rappare?