DYNASTY

DYNASTY

Al reggaeton non mancano certo le accoppiate di artisti. Per alcuni degli anni più cruciali della sua formazione, specie nei primi due decenni del nuovo millennio, affiancare un partner a un cantante, piuttosto che lasciarlo a se stesso, era ritenuto quasi una regola. “Wisin & Yandel sono stati tra i primi a darmi la possibilità di ascoltare la mia musica”, dice ad Apple Music il producer Tainy. “Erano delle leggende”. Quello che col tempo ha finito per diventare uno dei maggiori sforna-successi della scena latina, confezionando inni e classici contemporanei con superstar odierne come Bad Bunny e J Balvin, allora era un prodigioso sbarbatello che lavorava fondamentalmente a un livello da apprendista al fianco dei Luny Tunes, pionieristico team portoricano della produzione. Tuttavia, grazie a una connessione creativa evidente sin dall’inizio per entrambe le parti, l’intesa con “El Capitán” Yandel fu immediata. “Credo che avesse intuito il mio potenziale, quello che avrei potuto fare”, dice Tainy. “Trarre energia dalle sue idee era fantastico per me”.
Il ricordo di Yandel del loro incontro, favorito da Nely – producer affiliato ai Luny Tunes – rispecchia quello di Tainy. “Nel momento in cui me l’hanno presentato, è stato come se avessi visto il futuro della musica”, racconta il reggaetonero. “Ora, dopo 16 anni, penso che siamo a un altro livello”.
Dopo una prolifica attività collaborativa durata quasi due decenni – principalmente anche se non esclusivamente concentrata sugli album a misura di perreo di Yandel – lo stesso arrivo di DYNASTY non è poi così sorprendente. Eppure, la natura celebrativa che circonda il progetto sembra un po’ una stagione di campionato, con i due impegnati a commemorare nell’unico modo che conoscono le loro vittorie nel mondo della musica latina. “Decidere di volerlo fare è stato facile”, spiega Tainy. “Quando creiamo musica, quando siamo insieme, emerge una certa sensazione. Si avverte che quello che facciamo ci diverte”.
Dati il loro ruolo e la loro statura all’interno del genere, sia individualmente che in coppia, non stupisce che buona parte di DYNASTY veda il duo in modalità reggaeton. Il binomio trasmette vibrazioni estive e intenzioni lascive con ‘DEJA VU’ e ‘CÁMARA LENTA’, canzoni che incarnano la combinazione dei loro punti di forza in quanto autori e dominatori della pista. Una delle cose più rilevanti rispetto a DYNASTY è però il modo in cui, diversamente dagli attuali standard della musica latina, la cerchia degli ospiti al microfono è stata deliberatamente circoscritta. “L’album sarebbe potuto essere totalmente composto di featuring”, conferma Tainy. “Chiunque vuole registrare con Yandel”. Se il richiestissimo reggaetonero R&B Rauw Alejandro è stato assoldato per una mina da party come ‘UNA MÁS’, SAINt JHN si aggrega per ‘SI TE VAS’, un’autentica jam bilingue in chiave dancehall reggae. Nonostante parli con piacere di quei momenti, per Yandel tutto ruota comunque intorno al risultato raggiunto dal duo che governa DYNASTY. “È Tainy e Capitán Yandel al cento per cento. La combinazione delle nostre qualità ha avuto una forza enorme”.