Bon Iver, Bon Iver

Bon Iver, Bon Iver

Nel suo secondo lavoro Justin Vernon trasforma Bon Iver in un’ambiziosa impresa collettiva. Al suo canto, sempre più astratto dal piano terreno eppure toccante, si uniscono il sassofono di Colin Stetson, tappeti di synth e batterie sparse: un caleidoscopio che scompone e riedifica le melodie esistenzialiste e nostalgiche di ‘Holocene’ o ‘Calgary’. Le canzoni punteggiano una geografia umana dove si respira un’aria tanto rarefatta da scomparire nei suoni dolciastri e artificiosi di ‘Beth/Rest’.