

Con un album dal titolo già di per sé indicativo, Daniel Hope indaga sulle misteriose ma intrinseche caratteristiche che rendono una composizione inequivocabilmente americana. Per farlo, riunisce intorno agli arrangiamenti di Paul Bateman una serie di nomi di punta della scena classica e del panorama jazz, come Marcus Roberts, Joy Denalane e Zürcher Kammerorchester, coinvolgendoli in una ricerca che vede il violino adattarsi alle più diverse combinazioni. Gershwin, Bernstein e Florence Price forniscono il materiale per uno studio che rilegge e reinventa il mito per sottolinearne l’anima.